Ho 21 viti nella schiena da quando avevo 16 anni. E per anni ho pensato che la palestra non facesse per me. Che il mio corpo fosse “rotto”. Che dovessi solo stare attenta a non fare danni.

Se anche tu ci sei passata — o ci stai passando — questo articolo è per te.

La domanda che mi fanno di più, ogni giorno, è questa: “Ho la scoliosi operata. Posso allenarmi in palestra?”

La risposta breve è sì. Quella lunga è quella che sto per dirti.

Cosa succede alla schiena dopo l’intervento

Quando si opera una scoliosi severa, si posizionano viti e barre metalliche per correggere e stabilizzare la curva. Il risultato è una colonna più dritta ma con una mobilità ridotta nel tratto fuso. Non è un danno — è il funzionamento del sistema.

Quello che spesso nessuno ti dice è che i muscoli intorno alla fusione devono lavorare di più, non di meno. Se li lasci atrofizzare per paura, il dolore cronico aumenta. Se li alleni nel modo giusto, la schiena regge meglio, il corpo si sente più leggero e la qualità di vita cambia davvero.

“I muscoli non sanno che hai le viti. Sanno solo che vengono usati — o dimenticati.”

Cosa NON devi fare (e perché te lo dicono tutti sbagliando)

Il problema non è l’allenamento. Il problema è l’allenamento fatto male, con qualcuno che non capisce la tua situazione. Ecco le 3 cose che sento dire troppo spesso e che mi fanno venire voglia di urlare:

❌ “Devi evitare tutto ciò che carica la schiena”

La schiena è fatta per caricare. Il problema è farlo senza controllo e progressione, non farlo in assoluto.

❌ “Fai solo stretching e yoga leggero”

Lo stretching passivo senza rinforzo muscolare è come costruire una casa senza le fondamenta. Serve, ma da solo non basta.

❌ “Se fa male, fermati e basta”

Capire che tipo di dolore stai sentendo è fondamentale. C’è dolore da sforzo (normale) e dolore da danno (stop). Non sono la stessa cosa.

Da dove si inizia davvero

Il mio approccio con le clienti che hanno la scoliosi operata parte sempre da tre cose:

  1. Valutazione personalizzata — capire il livello di fusione, i compensi posturali sviluppati nel tempo, le zone che lavorano troppo e quelle che non lavorano abbastanza.
  2. Rinforzo progressivo — iniziare con esercizi di stabilizzazione del core e dei glutei, poi costruire forza vera nel tempo.
  3. Ascolto del corpo — imparare a distinguere i segnali, non ignorarli ma nemmeno darne peso eccessivo ogni volta.

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La cosa che nessuno ti dice

Dopo l’intervento, la maggior parte delle donne si sente dire “vai bene, sei guarita” e viene mandata a casa senza un piano chiaro su come tornare a muoversi. Come se la guarigione fisica equivalesse automaticamente a sapere come usare il corpo.

Non funziona così. E non è colpa tua se non sai da dove cominciare.

Io ci ho messo anni a capire come funziona la mia schiena con 21 viti. Anni di tentativi, di dolori evitabili, di paure che nessuno mi ha aiutato ad affrontare. Non voglio che le mie clienti perdano lo stesso tempo.

“Non si tratta di essere coraggiose. Si tratta di avere qualcuno che ti insegna come farlo nel modo giusto.”

Se hai domande specifiche sulla tua situazione, scrivimi — sono qui.

— Martina, PT con 21 viti nella schiena 🤍

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